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April 16 Contro Guzzetta.Perchè sono contro il Referendum
"Il 1° ed il 2° quesito (valevoli rispettivamente per la Camera dei Deputati e per il Senato) si propongono l’abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste. In caso di esito positivo del referendum, la conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Un secondo effetto del referendum è il seguente: abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioé, le liste debbono comunque raggiungere un consenso del 4 % alla Camera e 8 % al Senato. Il 3° quesito: abrogazione delle candidature multiple e la cooptazione oligarchica della classe politica. Con l’approvazione del 3° quesito la facoltà di candidature multiple verrà abrogata sia alla Camera che al Senato."
Praticamente il signor Guzzetta vorrebbe che le elezioni politiche si riducessero ad una battaglia tra due partiti (oggi sarebbero PD e PdL), togliendo così la pluralità di opinioni e la possibilità di essere rappresentati da persone che non si riconoscono in queste due grosse e schifose realtà. Un esempio semplice per comprendere la furbizia di questi nostri difensori: togliendo il premio di maggioranza alle coalizioni, se alle scorse elezioni Di Pietro fosse confluito dentro il PD (non era un’eventualità così remota anche se adesso sembra impossibile) e il PdL fosse andato da solo senza UdC o senza la Lega, Veltroni avrebbe vinto le elezioni ed avrebbe avuto una larghissima maggioranza. Considerando che la Lega non rinuncerebbe mai alla propria autonomia e che il PD spera da sempre in un’annessione dell’Udc ecco spiegato il motivo per cui il PD grida allo scandalo per gli sprechi (facendo quello che un’opposizione è pagata per fare) dopo aver invece taciuto sulla riforma della Giustizia, sull’immunità e sulla riforma dell’Università. Un’altra (l’ultima)
considerazione: assegnando il premio di maggioranza (il 55% dei seggi, non
spiccioli) alla lista con più voti si potrebbero verificare due effetti
controproducenti. Il primo: le singole liste potrebbero accorparsi in un unico listone
per poi dividersi successivamente alle elezioni. Questo dimostra quanto sia
inverosimile quello che Guzzetta ci vuol far credere, ovvero di una ritrovata stabilità
del parlamento. Già con questa legge, lo sta dimostrando (ahimè) lo psico-nano,
si può raggiungere un buon grado di stabilità. Fatte le dovute considerazioni ho valutato quindi che questo referendum non solo non migliorerebbe la situazione scandalosa che abbiamo ma, addirittura, potrebbe peggiorarla. Ecco perché io non prenderò le schede per il referendum, in qualsiasi data verrà indetto.
So long.
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