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    May 20

    Questo è il cielo del Pirata

    Il Carpegna
     
     
    "Non ho bisogno, prima di un Giro o di un Tour, di provare a una a una tutte le grandi salite. Una sola volta, se ricordo bene, sono andato a dare un’occhiata in anticipo al Mortirolo e al Montecampione. Ma in macchina. E non mi è servito neanche molto.

    Il Carpegna mi basta.


    Da Coppi in poi, è una salita che ha fatto la storia del ciclismo e ogni tanto anche il Giro c’è passato. Io non le conto più le volte che l’ho fatta, allenandomi. Direte che sono un tradizionalista. Forse sì. Sempre ad allenarmi sulle stesse strade di casa. Sempre a spingere gli stessi rapporti, gli stessi che uso in corsa. Sempre in giro senza borraccia, perché mi bastano quelle quattro fontane che so io dove sono. Una proprio a Carpegna, il paese.
    Dal culmine del Carpegna vado giù in picchiata a Pennabilli.
    E dalla valle, pochi chilometri più avanti, decido magari di risalire a San Leo, per la strada di Serra di Maiolo. È anche questa una salita duretta, con lunghi tratti al 10 per cento. Dalla cima c'è una bellissima vista della Rocca di San Leo. Sempre in discesa passo il paese. E via verso casa. A meno che voglia di nuovo arrampicarmi verso San Marino. Per Torello e Acquaviva. È la salita che conclude la Coppa Placci, la più importante corsa in linea che si disputa da queste parti."
     
     
     

     
     

    Comments (3)

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    Io non ho mai seguito il giro d'italia. Pantani era riuscito, però, a farmi avvicinare al ciclismo, perchè riusciva a trasmettermi la sua passione per questo sport, trasmetteva al pubblico (per me lo è stato) che lo seguiva, la sua passione. Questo mi aveva colpito, e lo ammiravo per l'agonismo che metteva in ogni km del giro...
    Perdere un figlio dev'essere la cosa più orrenda che possa capitare ad un padre. Per cui riesco solo parzialmente a capire la tristezza ed il dolore del padre, il dolore causato da una vicenda tragica come quella che ha strappato Marco dalla sua famiglia e dai suoi fans.
    Hai ragione Nando, "peccato" è un po' poco, ma c'è il rischio poi di cadere sul banale e nel retorico.
    May 23
    "Sono giorni difficili, per me, per noi, forse per tutti quelli che in qualche modo hanno voluto bene a Marco. Sono giorni che ho un magone così… che mi sento una fitta qui sotto il cuore e che non va più via. Ho voluto venire qui a Cesena, all'arrivo di tappa del Giro, e continuo a pensare che Marco avrebbe potuto essere ancora qui, a correre e magari a vincere in mezzo a questi ragazzi. Marco viveva per il ciclismo. Quando gli hanno tolto il ciclismo è morto. Togliendogli la cosa a cui teneva di più lo hanno massacrato. Per tutta la mia vita mi impegnerò perché gli venga restituita, almeno, la dignità. Ogni immagine delle sue vittorie, ogni frase delle sue interviste mi commuove e mi fa male. Di più non riesco a dire. Nessuno può immaginare quanto mi manca"
     
    leggendo queste parole, del padre di pantani, ho pensato che forse la frase "peccato per Pantani" è un po' poco... Non pensi ste?
    May 22
    Conosco quelle zone, rampegano mica male...Peccato per Pantani.
    May 21

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