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January 22 Il ministro della giustiziaL'amore e il potere
"Mi dimetto perchè tra l'amore della mia famiglia e il potere scelgo il primo.
Sembravano parole di un uomo che, pienamente innamorato della propria moglie indagata ed arrestata rinunciava ad un incarico importante per difenderla e starle vicino, magari pur infischiandosene del senso dello stato e delle istituzioni; istituzioni che in quel momento (ahimè) rappresentava. Anche l'attacco ai giudici poteva sembrare l'ennesimo atto d'amore verso l'amata Sandra, compagna di mille battaglie ed altrettante nomination per cariche pubbliche ceppaloniane, beneventiane (spero si dica così) o campane. Ma tutto in quel momento (forse anche per la scarsità dei numeri in senato) sembrava poter essere tollerato.
Anche le dimissioni confermate l'indomani della sopracitata frase potevano sembrare un atto coraggioso di un uomo che aveva capito cosa rappresentava di fronte al mondo. Chissà all'estero -dicevo- cosa penserebbero a sapere che un ministro della giustizia riceve 7 avvisi di garanzia (con ipotesi anche di concussione mafiosa) e la notizia dell'arresto della moglie nello stesso giorno e poi neanche si dimette. Bravo Mastella -pensavo- una cosa giusta in mezzo a un mare di schifezze... Pensavo....
Già, perchè anche l'appoggio esterno era una cosa plausibile visto che l'Udeur non sarebbe più stato rappresentato nel governo da nessun ministro.
Domenica era stato firmato il contratto con i metalmeccanici. Un altro passo di un governo che tra mille coalizioni, difficoltà, ricatti e rimproveri aveva già risanato i conti pubblici e aveva promosso una riforma pensionistica quantomeno tollerabile. Mancava il conflitto d'interessi, una buona legge sull'immigrazione e una legge elettorale qualsiasi (tanto meglio di questa è facile) ed eravamo a cavallo.
E invece ancora una volta, nonostante le minacce di crisi provenienti dalle borse, nonostante l'appoggio ricevuto da Prodi, nonostante una necessaria ed attenta vigilanza sulle finanze pubbliche in questo momento difficile per l'Italia e per l'Europa in generale ecco il colpo di scena: Mastella esce dall'Unione. Perchè?? Perchè voleva attenzioni, voleva carezzine, pacche sulle spalle, incoraggiamenti. E' come un bambino che ai rimproveri risponde con un bel "lo ha fatto prima lui!!". Lo accusano di utilizzare voli di stato per faccende private e lui risponde che lo fanno anche Rutelli e Pecoraro Scanio. Va al family day ma il giorno dopo è a Buona Domenica a farsi spogliare dalle varie veline e toccare culi e tette con un sorriso a 57 denti come a dire "papà guarda come sono furbo!!". Lo accusano di aver indirizzato e nominato personalmente primari e organi di consiglio regionale campano (insieme all'amata Sandra ovviamente) e lui risponde che è una consuetudine degli uomini politici del Sud. Che vogliamo dire?? Nulla, io sono senza parole ormai.
Adesso un'ultima considerazione e poi la parola a Prodi, detto santo Pazienza. Ancora una volta al bene dello stato è stato anteposto il privato interesse. Lo scandalo tangentopoli ci ha portato via gente come Craxi e Licio Gelli ma ci ha lasciato Andreotti e Dell'Utri e fatto nascere nuovi mostri quali Berlusconi, Mastella, Capezzone e Cuffaro. Sono serviti a qualcosa i sacrifici di Falcone e Borsellino? Sono servite a qualcosa le lacrime di Achille Occhetto? Ai posteri l'ardua sentenza.
Credo che sia un mio diritto rimanere schifato, ma credo che sia un nostro dovere parlare, informarci e non rimanere in silenzio. Il silenzio è dei mafiosi, IO NON SONO MAFIOSO! Comments (19)
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